Il co-sleeping (secondo me)

By 06:30 , ,


Quando ancora non ero mamma e neanche moglie, quando qualche coppia mi raccontava di dormire insieme al proprio bambino, mi sembrava una cosa proprio strana!

A dire il vero, le poche coppie con cui avevo parlato e che andavano a nanna con i loro piccoli, in realtà non dormivano tutti insieme: la mamma dormiva con il figlio, il padre in un altro letto.

Ecco, in virtù della solidità della coppia, del volerla preservare, dentro di me mi ripetevo che mai lo avrei fatto!

Mentre ero in dolce attesa poi ho ben pensato di comprare il libro “fate i bravi” di Tata Lucia, in cui spiegava il semplicissimo metodo di mettere la culla con il bambino appena nato nella sua cameretta da subito. E dai sei mesi in poi, ad ogni risveglio notturno, la mamma farà attendere il bambino, la prima volta 5 minuti, poi 10, poi 15, fino a che magicamente il bambino smetterà di piangere e la mamma dormirà tranquilla.

Nella mia testa era tutto molto chiaro.

Quando Cecilia è veramente arrivata, non ci ho pensato neanche un secondo di mettere la culla nella sua cameretta. Le infermiere in ospedale mi hanno per fortuna spiegato che è molto importante per il neonato dormire vicino alla mamma per prevenire la morte in culla, poiché addirittura i respiri si sincronizzano.

Perciò ho piazzato la sua bellissima culla in vimini che ci aveva regalato mia sorella Giulia proprio di fianco a me. I risvegli notturni erano tanti, e così spesso capitava di addormentarmi con lei in braccio mentre allattavo!

Mi ricordo che mi risvegliavo all’improvviso, ricordandomi che stavo allattando, con Cecilia ancora in braccio, e cercavo di capire dove era la testa e dove i piedini e come era messa. In quei lunghissimi pochi secondi che mi dividevano del risentire il suo respiro, dentro di me mi spaventavo pensando che oddio l’avevo soffocata o schiacciata nel sonno.

Effettivamente la paura di potere fare male a quella piccola dolce creatura era tanta, e perciò per i primi 6 mesi sono andata avanti così, cercando di rimanere sveglia la notte mentre allattavo, per poi rimetterla a dormire nella sua colla.

Passati i primi 6 mesi, i risvegli erano ancora tanti e complice la stanchezza e il sentirsi un po’ più sicuri, Cecilia ha iniziato con il finire nel letto in mezzo a me e Chicco sempre più spesso.

Partiva sempre nella culla. Resistevo tre, quattro risvegli. Poi al quarto finiva per rimanere nel letto con noi. Ed ogni volta che si svegliava mi bastava aprire mezzo occhio, avvicinarle il seno, ed eravamo contente tutte e due.

Mi piaceva averla lì con me, sentire la tutina di ciniglia morbida, calda, vicino, la sua guancia accaldata, il suo piccolo alitino che sapeva di latte. Però sapevo che stavo facendo qualcosa di sbagliato, perché avevo letto che non andava bene, e tutti mi avevano sempre detto che non andava bene.

Il vero guaio è iniziato quando Cecilia non ci stava più dentro la culla ed è passata al lettino. Lì non ci ha mai voluto dormire. Non so se è stato il passaggio dalla culla, o solo una coincidenza, magari legata alla crescita di qualche dentino, ma appena la appoggiavo al materasso riapriva gli occhi e iniziava a piangere.

Credevo di averle provate tutte, fino a quando, al compimento di un anno, non abbiamo messo il lettino nella sua cameretta, ed ho iniziato ad addormentarla entrando anche io nel lettino!

Sì, avete proprio letto bene, mi raggomitolavo nel lettino come un gatto, e ci addormentavamo lì dentro insieme. Poi sgattaiolavo nel mio letto. E continuavo così avanti indietro per tutta la notte.

A volte per riaddormentarla mentre ero ancora dentro facevo vibrare il lettino scuotendo le sbarre. In questo modo ho fatto saltare due ruote!!

Ma grazie a questi trucchi Cecilia ha iniziato a dormire nel suo lettino. Le sveglie erano ancora tante, ma sembrava funzionare.

Al che mio marito mi guarda e mi dice: “ma tu pensi che sia veramente giusto che lei dorma di là da sola? perché a me manca”.

Io gli dico che anche a me manca.

Così ci diciamo che tutte le teorie sul dormire o no assieme vadano a quel paese, e ci riprendiamo la nostra dolce cucciola nel lettino.

Adesso va di moda chiamarlo co-sleeping.

Per noi è semplicemente dormire insieme. Ed è semplicemente la cosa che ci viene più naturale fare.

Se chi è contro il co-sleeping dice che così cresceremo figli bamboccioni, chi è favorevole sostiene che i bambini che hanno dormito con i genitori saranno più socievoli ed intelligenti!

A dire il vero a me a volte queste statistiche mi sembrano un po’ forzate.

Come se prendessero in considerazione in numero di scarpe di tutti i laureati, e venisse fuori che la maggior parte porta il 39, e allora dicessero che chi porta il 39 di scarpe è più intelligente.

Ecco, non credo ci sia una formula giusta o una sbagliata in assoluto.

Il co-sleeping, o meglio dormire tutti insieme è semplicemente la soluzione più giusta per noi.

Per altre famiglie potrebbe essere più giusto che ognuno abbia il suo letto.

La formula giusta è solo questa: trovare il giusto equilibrio. E così forse davvero cresceremo figli più sereni!

Piccola nota

Come abbiamo fatto quando è arrivata anche Carolina? Logicamente  abbiamo dovuto rivedere un po’ disposizione notturna…

Sfrattare dal lettone Cecilia per l’arrivo di una sorellina, ci sembrava il modo migliore di farle stare subito antipatica la sua nuova sorella, perciò lo abbiamo scartato.

Di mandare via il babbo dal lettone, non se ne parlava neanche!

Perciò come abbiamo fatto.?

Fino a che c’è stata, Carolina ha dormito nella sua culla, ed è stata allattata nel lettone proprio come Cecilia. Intorno ai 7 mesi, quando non ci stava più, abbiamo messo un letto di fianco al nostro lettone. IL letto è tra il muro, e il lettone.

Ho aggiunto un materasso e combacia in altezza perfettamente con il nostro letto matrimoniale (che già un king size). Perciò ora dormiamo tutti e quattro appassionatamente e felicemente in un lettone gigantesco a quattro piazze!

Photo credits: Rachel Titiriga

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5 commenti

  1. Anche noi dormiamo tutti e quattro nella stessa stanza. Ludovica e' ancora molto piccola Tommaso invece anche se nel suo lettino non si sente ancora pronto di drmire nella sua camera e noi lo rispettiamo. Rispettiamo le sue emozioni. Che senso ha forzare un bimbo a fare qualcosa per cui non è pronto o far piangere una bimba che ha bisogno del contatto stretto con la mamma e il suo latte. Non capisco e quindi anche noi come voi dormiamo felicemente insieme! Per lo meno fino a quando saranno pronti per questo grande passo... un abbraccio.Federica

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  2. Bella tu e la tua famiglia.
    Bello l'ascolto dei propri bambini e non solo di se stessi.
    Baci!

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    1. Grazie...
      decisamente meglio ascoltare loro!!!

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  3. Ciao, ho scelto il tuo post per la Top of the post di questa settimana :-)
    http://www.damammaamamma.net/2015/05/top-of-the-post-11-maggio-2015.html?m=1

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