Compiti a casa in prima elementare: 5 regole per sopravvivere

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compiti a casa

Con l’arrivo della prima elementare arrivano anche i tanto temuti compiti a casa!
Non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo di fronte ai compiti da fare, e ci sono alcuni che fanno letteralmente disperare i genitori.
Tralasciando il discorso compiti sì compiti no, e dando piena fiducia alle maestre di Cecilia e a quello che decidono di assegnare alla sua classe, può capitare che anche agli alunni più diligenti di avere momenti in cui la voglia vacilla!
Ecco allora le nostre poche e semplici regole per mettere i nostri bambini nelle migliori condizioni per fare i compiti con serenità e soddisfazione.

1. Creare delle abitudini giuste.
Le abitudini e le routine con i bambini funzionano sempre . Noi per esempio facciamo quasi sempre i compiti nel primo pomeriggio, dopo una piccola pausa in seguito al pranzo.
Cecilia torna a casa da scuola, pranziamo con qualcosa di buono ma non troppo pesante (ultimamente mi chiede sempre la quinoa con i pomodorini e le olive ), sparecchio e poi metto a nanna Carolina. In questo modo dopo pranzo ha una mezzoretta per ricaricare le energie e poi mettersi sui libri.
Le rare volte in cui è successo a Cecilia di mettersi a fare i compiti la sera invece è stato sempre tutto molto più complicato.

2. scegliere una postazione di lavoro comoda e che salvaguardi la schiena del bambino
Con l’arrivo della prima elementare aumenta anche un bel po’ il tempo che i nostri bambini trascorreranno seduti.
Fino all’inizio della scuola non ci facevo poi più di tanto caso se Cecilia preferiva colorare o disegnare per terra piuttosto che seduta ad un tavolo, perché mi sembravo l’approccio più spontaneo e diretto ai suoi attacchi d’arte.
Quando ha iniziato la scuola e così ha iniziato anche a dovere svolgere i compiti a casa, ha scelto come posto il tavolo da pranzo, anche se più volte, e tuttora capita, ha tentato di convincermi a farli sdraiata sul tappeto della sala. In realtà lo stesso tavolo da pranzo non i sembra la soluzione ideale per una neo studentessa!
Anche se è vero che riesco ad esserle vicina anche mentre magari sistemo la cucina o preparo qualcosa da mangiare, non mi sembra che la sua posizione sia delle più comode.
Effettivamente se ci pensiamo il tavolo e le sedie da pranzo sono pensate appunto per mangiare, e non per fare i compiti.
Per questo è il momento di pensare ad un posto tutto per lei dove potere fare i compiti o qualsiasi attività di studio e scrittura nel migliore modo possibile,
La soluzione che più mi piacerebbe è uno di quei banchi in cui sia possibile regolare l'altezza in vari livelli, in modo che si adatti alla crescita del bambino. con magari il piano inclinabile a seconda delle necessità del momento. Su Sediadaufficio ne trovate degli esempi ad un ottimo rapporto qualità prezzo.
Altra cosa importantissima è utilizzare delle sedie per bambini ergonomiche, che non sia né  troppo morbide né troppo rigide, anch’esse regolabile in altezza, dato che non vorrei dovere sostituire annualmente scrivania e sedia!

3. Evitate le distrazioni, anche quelle indirette
La televisione e il computer devono essere ovviamente spenti. Anche noi genitori che siamo vicino al bimbo che fa i compiti cerchiamo di non stare attaccati al pc o  allo smartphone.  Noi accendiamo la musica solo ogni tanto quando c’è da colorare, anche se in genere ci capita più di chiacchierare mentre Cecilia colora.
Se c’è un fratellino o una sorellina più piccola, possono anche loro rivelarsi elementi di distrazione. Di solito quando Cecilia fa i compiti Carolina dorme ma capita che a volte salti il riposino e così anche lei adesso si mettere a fare i suoi compiti insieme alla sorella. Ha un piccolo astuccio, un quadernino e un album da colorare che sono i suoi compiti e che tira fuori all’occorrenza, salvando così lo studio dal disastro totale.

4. Avere tanta pazienza
A volte può capitare che a noi genitori ci venga da sgridare un bambino che non vuole fare i compiti, o che si distrae troppo facilmente o che non si impegna, ma in questo modo rischiamo solo di ottenere l’effetto opposto, trasformando i compiti in un momento che mette a disagio il bambino.

5. Non aiutarli troppo né troppo poco
A mio avviso in prima elementare è ancora utile che un genitore o un adulto affianchi il bambino nell’esecuzione dei compiti.
Piano piano l’affiancamento diventerà sempre meno assiduo fino a rendere i bambini sempre più autonomi.
Perciò non abbandonarli soli nell’esecuzione dei compiti ma neanche farli al posto loro, correggendoli in automatico se sbagliano un compito o un esercizio.
Se si trovano degli errori nel compito svolto è molto più utile invitarli a rileggere e a capire da soli dove hanno sbagliato

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