crema di nocciole vegan senza zucchero

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Ricetta crema di nocciole vegan senza zucchero
Ingredienti:
100g di datteri al naturale
50g di nocciole tostate
20g di cacao amaro
60g di latte acqua

Procedimento:
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Se avete tempo mettete a bagno un’oretta o più i datteri.
Mettete poi i datteri e le nocciole nel frullatore, e mettete da parte l’acqua in cui li avete reidratati (se lo avete fatto). Frullateli fino ad ottenere una crema, aiutandovi con qualche cucchiaio di acqua.
Quando avrete raggiunto la consistenza ideale aggiungete il cacao e rifrullate per amalgamare il tutto.
Assaggiate e regolatevi se aggiungere ancora cacao o acqua per raggiungere il sapore e la consistenza di questa crema di nocciola senza zucchero a voi più gradito.
Pasta Frolla al cacao senza burro e senza uova

I biscotti al cacao sono in genere tra i biscotti preferiti dei bambini (e dei genitori).
Il cacao e il cioccolato sono di per sé buonissimi, siamo proprio sicuri che allora abbiano bisogno di tutto quel burro e delle uova?

La risposta è… ovviamente no!

Questi biscotti di pasta frolla vegan al cacao senza burro e senza uova vi faranno ricredere, se non siete della mia stessa idea!

Sono buonissimi, leggeri e friabili, perfetti per i nostri piccoli mostriciattoli affamati di dolci.


Quando dovete trasformare una torta o dei biscotti in torta o biscotti al cacao dovete procedere in questo modo: togliete il quantitativo di farina che intendete sostituire con il cacao, aggiungete alle farine il cacao e procedete nella normale esecuzione della ricetta. E’ probabile che vi occorra anche un pochino più di zucchero della ricetta standard, essendo il cacao amaro.

Al termine della ricetta l’impasto dovrebbe risultare un po’ più umido, perché il cacao assorbe i liquidi diversamente dalla farina. Perciò dovrete ribilanciare la ricetta aggiungendo un cuchciaio di farina alla volta, fino ad ottenere il composto desiderato.

Nel caso dei nostri biscotti di pasta frolla al cacao senza burro e senza uova ho sostituito 20g di farina con 20g di cacao, ed aggiunto 10g di zucchero.
Alla fine il composto risultava abbastanza appiccicoso quindi ho aggiunto altri 10g di farina!

Vediamo allora la ricetta dei biscotti di pasta frolla al cacao senza burro e senza uova: sono facilissimi e velocissimi da preparare, e fanno contente le mamme e i bambini!!

Ricetta biscotti di pasta frolla al cacao senza burro e senza uova

Ingredienti:
240g di farina tipo 2 (oppure il solito mix integrale e 0)
90g di zucchero di canna integrale
20g di cacao amaro equosolidale
60g di acqua
60g di olio di  mais biologico
1 cucchiaino di polvere lievitante

Procedimento:
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In una ciotola mischiate la/e farina/e, il cacao, e la polvere lievitante.
Mettete in un pentolino l'acqua e lo zucchero di canna integrale e scaldate questo compost a fiamma bassa. Mescolate fino a fare sciogliere completamente lo zucchero.
Togliete dalla fiamma, e aggiungete l'olio di mais.
Mescolate ancora e infine aggiungete questo composto liquido alla farina e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e molto morbido.

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Mettete in frigo a riposare per un’oretta scarsa.
Trascorso questo tempo prendete l'impasto e stendetelo a circa 4mm (non deve essere troppo sottile, avendo pochissimo lievito) con un mattarello e ricavate i vostri biscotti con un tagliapasta.
Cuocete in forno caldo ventilato a 180° per circa 10 minuti.
pasta frolla vegan marco bianchi   
Questi biscotti di pasta frolla vegana senza burro e senza uova sono gli stessi biscotti che preparo da tanti anni, da quando Cecilia ha iniziato ad avvicinarsi ai biscotti!

Infatti ho iniziato a preparare questa pasta frolla vegan dolcificandola inizialmente solo con il malto (trovate la ricetta dei biscotti vegan senza zucchero al malto a questo link)

Crescendo poi il gusto del dolce di Cecilia è cambiato un pochino, perché ha iniziato  ad assaggiare dolci e gelati classici, e quindi ho sostituito il malto con lo zucchero di canna integrale.

Ho ritrovato questi biscotti di pasta frolla vegan anni dopo proposti da Marco Bianchi, e dà lì sono diventati molto famosi come pasta frolla di Marco Bianchi!

Quando ho letto la ricetta dei biscotti di Marco Bianchi e l’ho trovata praticamente uguale alla mia mi ha fatto molto piacere perché ho pensato che la direzione che la mia cucina stava prendendo era quella giusta!

Tra l'altro questi biscotti non sono solo molto sani, ma anche veramente economici!

Gli ingredienti infatti sono semplici ed economici: farina, acqua, olio e zucchero.

Riducendo così tanto la lista degli ingredienti, potremmo concentrarci sul fatto che gli ingredienti utilizzati siano biologici e di ottima qualità. Preferiamo quindi un olio di mais biologico spremuto a freddo, un zucchero di canna integrale biologico ed eco-solidale e una buona farina semi-integrale biologica  e macinata a pietra.

Questi ingredienti non mancano mai nella dispensa, e vi assicurano la possibilità di preparare qualcosa di molto buono anche all’ultimo momento!

La frolla è molto semplice e veloce da preparare.

Potrete coinvolgere nella preparazione anche i bambini, avendo solo l’accortezza di scaldare voi l’acqua dove sciogliere lo zucchero di canna integrale.

L’impasto per essere stesa comodamente ha bisogno di un po’ di riposo in frigo.
Quando sono molto di fretta la metto 10 minuti in freezer e mi trovo ugualmente bene.

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Altre volte preparo la frolla quando solo sola, e la tiro fuori da stendere con le bambine anche il giorno dopo!

La frolla poi si stende molto facilmente, e sarà molto divertente anche per i bambini ricavare le varie formine.

I taglia biscotti che ho utilizzato io e che mi avete chiesto in tante sia sulla pagina Facebook di Mammarum che su instagram sono questi:



Sono bellissimi e danno tantissima soddisfazione! Vengono fuori dei biscotti che sembrano quasi comprati! Io li ho con gli animaletti, ma ci sono anche in altre versioni: di Pasqua, di Natale, con decori vari, con lo smile, ecc..



Questi frollini anno avuto tantissimo successo al compleanno di Carolina!

Vi lascio allora con la ricetta dei biscotti di pasta frolla vegan Marco Bianchi style e vi prometto di pubblicare la raccolta delle ricette del compleanno di Carolina nei prossimi giorni!!


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Cliccando qui invece invece torvarete la ricetta dei biscotti di pasta frolla vegana al cacao senza burro e senza uova!

RICETTA BISCOTTI DI PASTA FROLLA VEGAN MARCO BIANCHI
250g di farina tipo 2 (oppure il solito mix integrale e 0)
80g di zucchero di canna integrale
60g di acqua
60g di olio di  mais biologico
1 cucchiaino di polvere lievitante
1 limone naturale o una stecca di vaniglia

Procedimento:

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In una ciotola mischiate la/e farina/e, la polvere lievitante e la scorza del limone grattugiata o i semini della stacca di vaniglia incisa-
Mettete l'acqua e lo zucchero in un pentolino mettetelo sul fuoco a fiamma bassa. Mescolate fino a fare sciogliere lo zucchero.
Togliete dalla fiamma, e aggiungete l'olio di mais.
Mescolate ancora e infine aggiungete questo composto liquido alla farina e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e molto morbido.

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Mettete in frigo a riposare per un’oretta scarsa.
Trascorso questo tempo prendete l'impasto e stendetelo a circa 4mm (non deve essere troppo sottile, avendo pochissimo lievito) con un mattarello e ricavate i vostri biscotti con un tagliapasta.
Cuocete in forno caldo ventilato a 180° per circa 10 minuti.

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Ho un’amica che si è trasferita qui ma viene dalla Svizzera, e proprio ieri scherzavamo sulla differenza tra l'Italia e la sua nazione.

Per esempio mi raccontava che quando torna uper un po’ a casa dalla sua famiglia, quando torna qui si deve riabituare al traffico caotico e alla fantasia che hanno le persone in Italia quando salgono in macchina, molto diverso dall’ordine e il rispetto rigoroso delle regole che c’è in Svizzera!

Così quando ho letto di SWISSED, il progetto europeo della compagnia aerea Swiss International Air Lines, che ha l’obiettivo di portare un tocco di “svizzeritudine” in alcuni Paesi, i è subito venuto da sorridere.

L’Italia è l’ultima tappa di questo progetto. In  Germania  le guardie svizzere sono state poste ad occupare le sdraio a bordo spiaggia o piscina di turisti tedeschi. In Austria è stato “svizzerizzato” il classico giro in carrozza trainata da cavalli, mentre in Gran Bretagna hanno ricreato un paesaggio innevato con coloratissimi sciatori all’ombra del Tower Bridge.

Per l’Italia SWISS ha scelto qualcosa di molto dolce: ha deciso di rendere omaggio alla mamma e al legame particolare e indissolubile che si ha, anche quando non si è più bambini.
E qual è il tocco di svizzeritudine?

A due assistenti di volo che lavorano a bordo della compagnia di bandiera, SWISS ha voluto regalare la possibilità di ringraziare in un modo speciale le loro mamme.


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Alle loro mamme infatti è stato recapitato un ritratto della figlia a grandezza naturale realizzata in cioccolato da uno dei più noti maitre chocolatier italiani, Mirco Della Vecchia, alla presenza delle hostess, con uno speciale effetto sorpresa. Risultato: tanti sorrisi, abbracci e grande commozione.

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Ed è proprio vero che quando si cresce, si ha voglia di coccolare la propria mamma così come lei ha fatto con noi quando eravamo piccoli.
A me ad esempio piace portare spesso preparare qualche dolcetto per la colazione e portarglieli a sorpresa.
Ovviamente vengono sempre apprezzati, e credo soprattutto non tanto per la loro bontà o meno, ma perché testimoniano quel legame indissolubile che si forma tra una madre e i propri figli, che rimarrà per sempre, qualsiasi età abbiano la madre e i figli!
Buzzoole
aereo

La scelta della scuola superiore non è facile e mette a dura prova sia i figli che i genitori.

Ricordo bene quando è stato il mio turno per la scelta della scuola superiore, e anche se a quei tempi mi sembrava di avere le idee molto chiare, sono convinta che non sia una scelta così semplice.
Ricordo c’era chi invece non aveva le idee molto chiare, e per la scelta ricorreva a discriminanti non del tutto ortodosse.

C’era infatti chi sceglieva una scuola perché era quella dell’amica o dell’amico del cuore, quella che la sceglieva perché era vicino a casa o chi invece seguiva le orme del fratello o della sorella maggiore, ma anche del padre o della madre.

Ovviamente e per fortuna non era così per tutti, e c’era anche chi aveva un sogno, un’idea precisa di quello che da grande fatto.

Quando si hanno le idee così chiare, allora diventa tutto molto più semplice.

Se ad esempio si sogna di diventare pilota di aereo, l’unica realtà scolastica ad indirizzo aeronautico esistente sul territorio, è la scuola superiore paritaria Istituto Aeronautico "Antonio Locatelli".
L'Istituto è situato a Bergamo e grazie al preparatissimo staff docenti e alla continua ricerca, gli iscritti sono passati dai 30 allievi del 1990 agli attuali 600 studenti, suddivisi fra Istituto Tecnico Aeronautico e Liceo Scientifico ad Indirizzo Aeronautico.

L’istituto è infatti dotato di sofisticati strumenti didattici, dai laboratori di informatica al simulatore di volo, e i suoi docenti provengono da contesti professionali di altissimo profilo in campo aeronautico.

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I corsi di studio, sia dell’Istituto Tecnico che de Liceo Scientifico, sono costituiti da un ciclo di cinque anni, diviso in un biennio propedeutico ed un successivo triennio di specializzazione.
Le materie insegnate sono l’aerotecnica, la circolazione aerea, la navigazione aerea e la meteorologia aeronautica. 

Al termine del corso gli studenti conseguono il diploma di maturità valido per l’accesso a tutte le facoltà universitarie, per il concorso alle Accademie Militari (nei ruoli di pilota e non) e per l’inserimento nel mondo del lavoro: il titolo conseguito permette di avviarsi alla carriera di controllore di volo, meteorologo, pilota professionista, dirigente di enti e compagnie aeree, assistenti (hostess e steward) di terra e volo e a tutte le altre carriere connesse col trasporto aereo.

Altro punto forte di questo istituto è il continuo filo diretto fra la scuola ed il mondo del lavoro.
La tecnologia poi non manca, infatti tutti gli studenti hanno in dotazione degli iPad al posto dei libri. Qui sono caricati tutti i libri di testo del corso di studi, e questo offre un vantaggio materiale di ingombro, diminuisce i costi per l’acquisto di materiale didattico  di circa il 40%, ed ha un considerevole minore impatto sull’ambiente, risparmiando l’utilizzo di tanta carta.

Il carattere fortemente innovativo e tecnologico della scuola è confermato anche dal programma di e-learning, primo in Italia, con un archivio didattico grazie al quale è possibile riascoltare o rileggere gli appunti delle lezioni direttamente sul pc di casa.

Poiché la scuola è un punto di riferimento per tutta l’Italia, le famiglie non residenti che intendano iscrivere i propri figli possono trovar loro adeguata sistemazione presso il convitto esistente all’interno del complesso scolastico.

Per altre informazioni sull’Istituto Aeronautico "Antonio Locatelli"  vi consiglio di visita il SITO, o di guardare questo vedere questo video .
Buzzoole
tavolozza del pittore

Da quando Carolina ha iniziato l’asilo, dipingere è diventata una delle sue attività preferite!
A dire il vero i primi tempi le maestre mi raccontavano che non voleva partecipare molto alle attività, ma che osservava tutto con attenzione.

Quando poi lei si è sentita sicura è partita anche a scuola… ma devo dire che a casa non si è mai fatta troppi problemi… anzi!!

A dire il vero pensavo che dipingere fosse una di quelle attività durante le quali la presenza di un genitore era richiesta!

Almeno così da piccoline, a due anni e mezzo/tre, pensavo che se non avessi piantonato io il tavolo, il disastro sarebbe stato assicurato!

Carolina però come vi dicevo ha avuto un mesetto in cui voleva dipingere a qualsiasi ora, anche quando io non potevo assolutamente mettermi con lei a giocare, perché magari dovevo preparare la cena o altro!

Così per non castrare una possibile Van Gogh del futuro, o meglio per quieto vivere, ho assecondato le sue voglie, e con mio grande stupore, nessun pasticcio è stato commesso!!

Carolina ha sempre dipinto il suo foglio, versato i colori nel piattino di plastica e ha sempre avuto anche una grande attenzione e cura del bicchierino d’acqua in cui intingere il pennello (e da cui Luna voleva bere!! Ecco la vera pasticciona!).

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Da questa sua grande passione per dipingere, unita alla passione di Cecilia che ha sempre avuto, ho pensato di costruire questa facilissima tavolozza dei colori fai da te, con materiale riciclato.

Noi abbiamo utilizzato semplicemente un pezzo di scatolone e dei tappi di latta.

Se avete un pezzo di plastica un po’ grandino, tipo un coperchio di una scatola o qualcosa di simile, potete realizza una tavolozza dei colori 100% lavabile in acqua.

Altrimenti, come nel nostro caso, quando devo lavarla cerco di stare attenta e con poca acqua sciacquo solo i tappi.

Comunque la tavolozza non necessita di essere lavata molto spesso, perché i colori vengono usati e sovrapposti senza problemi.

Realizzare la tavolozza dell’artista è semplicissimo: disegnate la sagoma sul cartone o su pezzo di plastica e il buco per il dito, e con delle forbici ritagliate il tutto.

Con della colla a caldo o quella che preferite attaccate i tappi, e la tavolozza è già pronta!

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Ovviamente realizzarla con i vostri bambini sarà ancora più divertente, ma mai quanto utilizzarla!
Sembra un oggetto semplice, ma le mie bambine se lo sono litigato, e così Cecilia se ne è prontamente costruita uno tutta sua!

Dipingere così sarà ancora più divertente e soddisfacente, per i nostri piccoli Van Gogh in erba!
ricetta verza in padella

Inizio subito dicendo che questa ricetta, la verza in padella, non è che abbia conquistato particolarmente le mie bambine, però dato che, con mio grande stupore, qualche pezzettino l’hanno assaggiato, voglio proporvela lo stesso.

Anche perché alla fine dell’inverno, a ma capita di iniziare un po’ a stufarmi della frutta e della verdura invernale, e di avere un po’ voglia di cambiare.

Ieri sono andata a prendere dal fruttivendolo i mandarini naturali, non lucidati, (anzi i clementini, a dire il vero) per merenda, ma purtroppo è la seconda volta che li prendo e mi accorgo che iniziano a non essere più buoni!! Tragedia!! Come faremo senza in nostri amati mandarini, adesso che non c’è neanche nessuna nuova frutta di stagione per consolarci??

Questo contorno + veramente semplice e veloce da preparare, magari non farà saltare di gioia i bambini ma ha un gusto molto delicato e che quindi si fa mangiare volentieri.

Vi ricordo invece che la verza, oltre ad avere ottime proprietà nutrizionali, ha anche pochissime calorie a fronte di un buon potere saziante, perciò, per chi come me inizia a preoccuparsi per l’estate, lo tenga a mente!!!!

Io poi ve la propongo non cotta come al solito in padella con l'olio, ma condita stufata con poca acqau alla volta, e condita a crudo, per una versione ancora più sana e light, ma ugualmente buona e gustosa!

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Ricetta verza in padella

Ingredienti:
1 verza
1 spicchio d’aglio

Procedimento:
Lavate e tagliate la verza in strisce sottili.
In una padella mettete lo spicchio d'aglio schiacciato, aggiungete la verza, qualche cucchiaio di acqua e regolate di sale.
Fate cuocere a fiamma bassa per circa 15 minuti, aggiungendo altra acqua durante la cottura se si asciuga troppo.
Condite con un filo d’olio extra vergine a fine cottura, eliminate lo spicchio d’aglio e servite.
circular economy

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”
Ho studiato al Liceo e all’Università più volte la legge della conservazione della massa, e nonostante non fossi una folle appassionata di fisica (fatta eccezione per educazione… fisica), questa frase mi ha sempre profondamente affascinato.
Questo è quello che mi è scattato nella mente non appena ho letto il termine economia circolare.

Che cos’è l’economia circolare, o circular Economy?
Spiegata semplicemente, l’economia circolare è un nuovo modo di vedere prodotti e servizi, come qualcosa che non finisce o si butta via, ma che può essere riutilizzato oppure trasformato in qualcosa di nuovo, oppure utilizzato come risorsa per nuovi prodotti.

Pensate che l’economia circolare applicata nel riutilizzo degli scarti di lavorazione, alimentari o industriali, permetterebbe di risparmiare circa 604 miliardi di euro alle imprese europee ogni anno. Alla fine questa economia circolare è quello che sosteniamo anche in questo blog da molto tempo.

Nel nostro piccolo, cucinare minimizzando e riutilizzando gli scarti in cucina è un esempio di economia circolare. Oppure utilizzare oggetti che altrimenti andrebbero buttati via, per realizzare nuovi oggetti, nel nostro caso giochi, è un altro esempio di economia circolare.
Realizzare una cucina giocattolo per i bambini con le scatole di cartone è un esempio di economia circolare.

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Ma anche l’autoproduzione, intesa come la realizzazione di qualcosa partendo da quello che abbiamo in casa, è un altro esempio che possiamo attuare nel nostro piccolo.

http://www.mammarum.com/2016/03/bambino-non-vuole-fare-aerosol.html


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Ad esempio, partendo da semplici ingredienti che abbiamo nella dispensa, possiamo creare delle creme per il viso se vogliamo più efficaci e potenti di quelle che si acquistano.
Una maschera fatta solo con il miele ci renderà una pelle luminosa, senza avere confezioni da buttare e quindi rifiuti da smaltire. Una pappetta fatta con miele, zucchero di canna integrale e mezzo limone spremuto, è uno scrub fantastico per il viso, che ha un impatto ambientale pari a zero!
Da qualche mese poi nel nostro quartiere è iniziata la raccolta differenziata porta a porta che, nonostante qualche perplessità iniziale, mi sta dando grosse soddisfazioni.
Ero convinta di essere già piuttosto brava nella raccolta differenziata, ma quando le cose si sono fatte serie, mi sono accorta che avrei potuto fare ancora meglio, e che in realtà l’indifferenziato che produciamo è veramente minimo, se viene fatta la raccolta differenziata come si deve.

Non so se sapete come funziona la raccolta differenziata porta porta: spiegata brevemente ci sono stati consegnati 5 bidoncini: uno per la plastica, uno per la carta, uno per i rifiuti organici e uno per l’indifferenziato (per il vetro è rimasta la campana per strada).
Durante la settimana c’è un giorno destinato al ritiro di ogni tipo di rifiuto, ad esempio il lunedì e il giovedì c’è l’organico, il martedì la carta, eccetera. In questo modo ho preso veramente coscienza di quanti rifiuti, divisi nelle varie tipologie, produciamo a settimana. E di quanto si potrebbe fare meglio. Il rifiuto che produciamo in quantità maggiore è l’organico, e per questo mi piacerebbe tantissimo dotarmi di una compostiera da tenere in giardino.
La compostiera è un contenitore, adatto a chi possiede un giardino o un piccolo terreno, che permette di effettuare la trasformazione naturale di alcuni tipi di rifiuti in terriccio (compost) per la concimazione di fiori e piante. Anche questo sarebbe un piccolo esempio di economia circolare.

Mi piacerebbe anche usufruire di più dell’acquisto di prodotti sfusi, e non dovere comprare tutto confezionato, con una grande quantità di plastica da dovere smaltire, ma piuttosto riutilizzando i contenitori che già abbiamo, e ridargli una nuova vita!

Diciamo che l’economia circolare è un po’ una filosofia di vita che mi piacerebbe passare alle mie figlie, che va ad opporsi un po’ al modello classico di economia attuale, lineare, basata su “prendi, produci, usa e getta”, in cui i beni vengono comprati, usati e buttati di continuo

L’economia circolare invece creerebbe un modello completamente diverso, sostenibile sia a livello ambientale ma anche economico.  Fino a poco tempo fa le persone che avevano questo tipo di accorgimenti erano poche, magari considerate particolarmente ambientaliste e forse da alcuni anche un po’ fissate. Oggi questo tipo di filosofia nelle nostre case è sempre più presente, ed è indispensabile per il futuro del nostro mondo.

Lo stesso vale per le aziende.  Fino a qualche anno fa le aziende che avevano deciso di puntare sull’economia circolare erano poche e viste come dei rari filantropi.
Oggi, i dati dimostrano che il percorso intrapreso da quelle aziende si sta affermando non solo come vincente, ma come unica strada possibile da percorrere per rimanere competitivi sul mercato.

Un esempio di azienda che mi ha molto colpito è la Funghi Espresso, una start up Toscana che riutilizza i rifiuti, in particolare i fondi del caffè, secondo i principi dell'economia circolare, per la produzione e coltivazione di funghi.  In pratica quello che fanno è riutilizzare i fondi di caffè provenienti dai bar e dai ristoranti del territorio come substrato per la coltivazione dei funghi.   Da ogni fondo di caffè recuperato è possibile produrre circa 200 g di funghi commestibili, che vengono venduti a ristoranti, mercati e GAS (gruppi acquisto solidale). Ogni giorno un bar produce in media circa 4 kg di fondi di caffè, ossia circa 1,3 tonnellate in un anno, fate un po' i conti voi... In sostanza, nel sistema Funghi Espresso non esistono rifiuti ma risorse, infatti, il substrato una volta finita la coltivazione diventa un ottimo ammendante organico da utilizzare in agricoltura, chiudendo in questo modo il ciclo.

Anche Enel attraverso Enel Future-E, ha deciso di adattare l’economia circolare al settore energetico, integrando innovazione, sostenibilità e competitività per dar vita a nuovi modelli di sviluppo che rafforzino le relazioni sociali e promuovano la creazione di valore condiviso in ottica Circular Economy.

Insomma l’economia circolare si sta rivelando sempre di più non una filosofia per filantropi o ambientalista, ma l’unica strada possibile per la sopravvivenza nei mercati e ancora di più per il nostro pianeta.

ENEL
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San Valentino è stata una festa molto importante finché ero ragazzina.
Ricordo che il mio fidanzatino non mi faceva mai mancare peluche, rose e cioccolatini!
Io invece, se non ricordo male, optavo per peluche e profumi, e la festa degli innamorati veniva da noi degnamente celebrata.
Con il passare degli anni San Valentino è una festività che ho iniziato un po’ a snobbare, anche se devo confessarvi che mio marito è una di quelle persone che tiene molto a rendere speciale ogni ricorrenza, e quindi grazie a lui non è mai passato in sordina.
Vi basta pensare che lui si ricorda di lasciarmi un biglietto e un pensierino non solo per l’anniversario di matrimonio, ma anche per quello di fidanzamento.
Sì, se in questo momento pensate che io sia molto fortunata, sappiate anche che mio marito è anche la stessa persona che in casa fa poco e niente, che lascia sempre gli asciugamani tutti messi male, non mette niente in ordine e lascia i telecomandi del televisore ovunque e passo ore a cercarli!
Tornando seri, con l’arrivo di Cecilia anche la sottoscritta, quella che si fa corrompere difficilmente da queste feste troppo commerciali, ha iniziato a rivalutare questa festa.
Questo perché penso sia un’ottima occasione per celebrare e festeggiare l’amore che una famiglia condivide, e che il papà e la mamma (ancora!) provano.
Il nostro San Valentino così è diventata una festa un po’ più allargata: non solo una festa romantica a due, ma una festa a quattro.
Perciò cosa regalare in questa festa così declinata dalla nostra famiglia?
Se è vero che i cioccolatini e i peluche sarebbero apprezzati dalle piccole, non sarebbe comunque un regalo perfetto per tutti!
Un’ottima idea per festeggiare invece tutta la famiglia è regalare delle foto: che sia una stampa tradizionale, un fotolibro, un quadro, o un calendario, le foto diventano bellissimi regali personalizzati che raccontano la nostra storia, i nostri preziosi ricordi e le nostre emozioni.
Per questo San Valentino io ho deciso di regalare, anzi di regalarci, un fotolibro delle nostre vacanze estive, dato che la voglia di estate inizia a farsi sentire!

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Mi sono affidata ai servizi di Photosì e devo dire che ne sono stata pienamente soddisfatta!
Prima di tutto  stato molto semplice creare il mio fotolibro, e in tutta calma, dato che è possibile salvare il proprio lavoro e modificarlo tutte le volte che si desidera.
Una volta terminato si sceglie il pagamento e la modalità di ritiro preferita, a casa o nei negozi convenzionati e in brevissimo tempo si riceve il proprio lavoro.
Se ne avete bisogno,   ci si può avvalere della  consulenza di una rete di fotografi professionisti per l’impostazione e realizzazione dei propri prodotti.

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Che altro aggiungere: il rapporto qualità prezzo è ottimo, e la gamma di prodotti è vastissima: alcune altre idee sono le stampe vintage, l’originale opzione personalizza cover e foto su tela a prezzi convenienti.

In più PhotoSì è un’azienda 100% italiana.

La cosa che più mi piace è che sfogliare questi ricordi, emoziona, diverte e appassiona non solo me e Cristian, ma anche le bambine!

Ci si mette attorno al libro e si ricordano o ri-raccontano i momenti catturati nelle foto, le vacanze, le emozioni… 
Quale modo migliore per trascorrere il San Valentino tutti insieme??

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Nella sezione Eventi del sito Photosi trovate una sezione dedicata a San Valentino  dove potrete trovare una selezione di prodotti con grafiche già pronte a tema love che è possibile personalizzare semplicemente aggiungendo le proprie foto.
Se l’idea vi piace, in regalo c’è uno sconto di 10€ che vi aspetta per il vostro ordine PhotoSì!
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La ricetta della torta al cioccolato e lenticchie? Cosa? Sei impazzita!

Giuro no! E giuro che è una buonissima torta al cioccolato, dove il sapore delle lenticchie non si sente assolutamente!

Anzi le lenticchie non solo apportano preziosi nutrienti alla torta senza alterarne il sapore, ma gli conferiscono anche un’ottima consistenza!

Il trucco è usare le lenticchie rosse decorticate, cuocerle per bene in acqua (io le stufo aggiungendo un po’ d’acqua alla volta fino ad arrivare a cottura, e non le lesso per non disperdere nessuno dei preziosi nutrienti nell’acqua di cottura!) fino a che non si spappolano un po’. Poi si frullano per bene con un frullatore ad immersione, ed infine si aggiungono all’impasto della torta al cioccolato.
Si mescola per amalgamare il tutto per bene e la torta è pronta per essere infornata!

La torta cioccolato e lenticchie diventa così una colazione super, che garantisce tutti i nutrienti per una super giornata ai nostri bambini, senza appesantirli!

Vi consiglio assolutamente di provarla, e poi mi saprete dire!!

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Ricetta torta cioccolato & lenticchie

Ingredienti:
100g di lenticchie rosse decorticate
210g di farina (io di solito faccio metà farina 0 e metà integrale, ottima anche con la farina di farro)
40g di cacao amaro  
160g di zucchero di canna integrale (o grezzo)*
260g di latte di soia (o avena, riso, ecc..)
1 bustina di polvere lievitante 
*scendete con le quantità a piacere, io ora ne metto 100-120g

Procedimento:
Cuocete le lenticchie aggiungendo un po’ d’acqua alla volta fino ad arrivare a cottura. Quando si saranno cotte e un po’ spappolate, riducetele in crema con un frullatore ad immersione.
In una ciotola unite le farine, il lievito e il cacao (se si ha tempo è meglio setacciarlo, così si evitano i grumi). In un pentolino scaldate il latte insieme allo zucchero e mescolate aiutandolo a sciogliersi (lo zucchero integrale non si scioglierà del tutto però, non vi preoccupate). Aggiungete la parte liquida a quella delle farine e mescolate.
Aggiungete la purea di lenticchie e mescolate nuovamente, fino ad ottenere un composto omogeneo
Mettete il composto ottenuto in una teglia rivestita di carta da forno e cuocete in forno caldo ventilato a 180° per 20 minuti.
angolo scatola travetimenti bambini

Avete mai pensato di adibire una parte della cameretta dei vostri bambini per l'angolo dei travestimenti?
Travestirsi è sempre stato uno dei giochi preferiti di Cecilia.

Anche crescendo, il desiderio di travestirsi da qualcosa o da qualcuno è rimasto. 

Quando poi è arrivata Carolina, finché era piccolina la vestiva e travestiva come se fosse la sua bambola, e questo era uno dei pochi casi in cui Carolina si prestava a farsi fare di tutto, mentre ora si divertono a fare questo gioco insieme.

Anche quando gli amichetti di Cecilia e Carolina vengono a trovarci, uno dei giochi più gettonati è proprio quello dei travestimenti, nonostante vi assicuro che i giocattoli in casa nostra non manchino!

Inizialmente abbiamo optato per la scatola dei travestimenti: uno scatolone riempito con qualche vestito vecchio della mamma, qualche foulard, i vestiti di Carnevale ed Halloween, cappelli, occhiali e tutto quello che poteva servire.

Succedeva però che nello scatolone dei travestimenti c’era sempre un grande disordine, e per prendere magari anche un solo foulard, le bimbe tiravano fuori tutto quanto. In più essendo lo scatolone piuttosto grosso, non lo tenevamo sul pavimento, perché ingombrava, ma quando non veniva utilizzato era posizionato sopra il loro armadio.

Questo significava però chiamarmi ogni volta che volevano giocarci, togliendo loro l’autonomia per farlo.

Su Pinterest si vedono tanti mobiletti adibiti all’angolo dei travestimenti, ma nella cameretta di Cecilia e Carolina non c’è posto per un altro mobile, così c’è venuta in mente questa idea per sfruttare e trasformare la mensola in un comodissimo appendiabiti per i travestimenti delle bambine, semplicemente attaccando sotto un binario di Ikea.

In questo modo i vestiti sono sempre a portata di mano, per loro è semplice individuare quello che stanno cercando senza dovere tirare fuori tutto, ed è altrettanto semplice rimetterli in ordine!

E poi diamo una seconda vita ai travestimenti di Carnevale o ai costumi di Halloween, perché sarebbe un peccato potersi sentire una principessa, un super eroe, o un mostriciattolo solo un giorno all’anno
!
Ovviamente non metteremo solo i travestimenti classici, ma anche tutto il materiale di recupero che può essere utile per scatenare la fantasia e la creatività dei nostri bambini:
  • vecchi vestiti, t-shirt e camicie della mamma e del papà
  • foulard o parei
  • sciarpe, nastri
  • cappelli, cravatte, ecc..
Io ho due figlie femmine ma ovviamente questo tipo di gioco vale assolutamente anche per i maschi!

Il gioco del fare finta è molto importante per i bambini di ogni sesso ed età perché è il loro modo per elaborare quello che stanno imparando e conoscendo del mondo: spesso mettono in scena quello che quotidianamente osservano (a Cecilia ad esempio piace molto fare la maestra), ma anche quello che gli fa paura o quello che desidererebbero tanto essere o fare.

Ovviamente nella cameretta noi abbiamo adibito anche uno specchio affinché le bambine e i loro amici possano rimirarsi nei loro travestimenti (abbiamo unito 4 DRÖMMARE, lo specchio in plastica morbida di Ikea che si attacca con il biadesivo già incluso).

Ci sarà veramente da divertirsi con quello che sapranno inventare!
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Per realizzare l’appendiabiti per l’angolo dei travestimenti abbiamo quindi deciso di sfruttare una mensola, sotto la quale abbiamo attaccato un binario di Ikea (il modello più economico, che l’anno scorso era Bygel, mentre ora è stato sostituito da Grundtal).

Qualche gancio e gruccia per bambini con qui appendere quello che avete scelto, ed il gioco è fatto: l’angolo dei travestimenti per i vostri bambini facile, veloce economico anche nello spazio è pronto!

Se questa idea vi è piaciuta, scopire anche come costruire l'angolo dell'artista, per stimolare tutta la fantasia e la creatività dei nostri bambini, e farli cresce in autostima!

Qui trovi invece tutti i nostri Ikea Hack per bambini: ovvero come trasformare tanti mobili ed oggetti Ikea a basso prezzo in preziose risorse per i nostri bambini!
pera frutta bambini

C'era una volta una pera che si credeva un gelato.

Questa pera era nata da un pero, come tutte le pere!

Quando si guardava allo specchio però lei non vedeva una pera, ma un bellissimo e goloso gelato.
Tutte le pere se ne stavano sedute sul loro bel sederone tondo, ma lei no, preferiva stare a testa in giù.
E così vedeva proprio un bel cono con una grossa palla di gelato sopra.

La mamma e il papà aveva cercato di spiegargli che lei era una pera, e sarebbe stato impossibile diventare un gelato. 

Ma lei aveva già deciso, da grande non avrebbe fatto la pera, ma il gelato!

E si sa, i sogni e la volontà di realizzarli spesso superano qualsiasi barriera.

Così la pera maturò, venne raccolta dal contadino, venduta e comprata da una mamma un po’ pasticciona, ma dall’orecchio fine.

Mentre lavava la frutta sentì una piccola vocina. Era la pera, che le diceva che lei non era una pera, ma era un gelato.

La mamma pasticciona non se lo fece dire due volte, prese la pera e la trasformò in un vero gelato.

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Ricetta per trasformare una pera in gelato

Ingredienti:
1 pera
Qualche cubetto di cioccolata fondente
3 nocciole

Procedimento:
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Con un pelapatate o un coltello affilato succiate la parte tondeggiante della pera.

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Con un coltello tritate le nocciole fino a farle diventare granella.
Mettete a sciogliere a bagnomaria la cioccolata, e una volta fusa immergete la pera.

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Rovesciate la granella sul cioccolato fuso e attendete giusto un paio di minuti affinché la cioccolata non scotti più e si sia appena rappresa e servite poi la vostra pera gelato!