mercoledì 28 dicembre 2016

Come possiamo rendere le nostre città più belle

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Tutte le mattine io e Cecilia ci incamminiamo a piedi nel nostro quartiere per arrivare a scuola. 

Abitiamo molto vicino e all’andata Cecilia è sempre un po’ emozionata per la giornata che la aspetta, e per questo dedico le mie attenzioni a lei, chiacchierando di tante cose.

Al ritorno però mi ritrovo sola per quei pochi minuti con i miei pensieri, nel mio quartiere, e mi ritrovo ad osservarlo.

Ho passato tutta la mia vita ad essere piuttosto critica nel confronti del paese in cui abito, penso perché era quello che sentivo in casa. I miei genitori non sono né nati né cresciuti qui, si sono traferiti per motivi di lavoro più o meno quando siamo arrivate io e mia sorella, e a loro non è mai piaciuto.

Sicuramente trasferirsi da una città ad un piccolo paese dà molte meno possibilità e prospettive, ma credo che sia molto importante affezionarsi al luogo in cui si abita.

Da quando sono diventata mamma ho deciso di fare pace con il mio paese, e di imparare ad apprezzarlo per quello che è, perché tutto sommato non è così male!

E’ un paese tranquillo, vicino al mare e a tutto quello che può servire!

Certo è che avrebbe bisogno di una sistematina qua e là.

Penso che al giorno d’oggi il sindaco e tutto il suo gruppo dovrebbero utilizzare e pensare a tutti i mezzi possibili per rendere il proprio paese e la propria città più bella da vivere.

Un esempio che mi è piaciuto tanto è ad esempio il progetto di riqualificazione urbana che hanno avviato a Roma, dove street artists italiani e francesi hanno collaborato gratuitamente per due giorni interi colorando 400 metri quadrati di universi fantastici che affrescano le pareti e regalano una prospettiva di viaggio totalmente differente ai pendolari, liberi di viaggiare con la fantasia e le loro associazioni mentali. 

Chi viaggia oggi sulla linea metropolitana di Roma si trova circondato da pareti colorate che li portano in un’altra dimensione e li accompagnano nel loro viaggio.

Se v i interessa e volete approfondire questa notizia trovate maggiori informazioni nel nuovo sito life.euromaster-pneumatici.it a questo link.

Sul sito, e sulla pagina facebook, trovate poi tanti altri spunti e contenuti di attualità, del viaggio e della musicacon tante rubriche dedicate a chi ama viaggiare … con i mezzi e con la mente.
Buzzoole

martedì 20 dicembre 2016

A Roma con i bambini

A ROMA CON I BAMBINI
A inizio mese abbiamo programmato un fine settimana a Roma con le bambine, e sia io che loro ne eravamo felicissime.
Roma è una città meravigliosa. Io amo Roma e invidio con tutto il cuore le persone che ci abitano, e che ogni mattina si svegliano in quel luogo così magico, e che possono godere ogni giorno di tutta la sua bellezza.
Andare a Roma è come prendere una macchina che ti materializza qua e là nel passato, e ti fa rivivere tante epoche!

Cecilia fa la prima elementare e Carolina frequenta il primo anno di asilo, quindi diciamo che per loro la storia e il passato sono ancora qualcosa di piuttosto confuso e favolesco, e non è che avrei potuto fargli un corso di storia accelerato.

Ho pensato anche che però partire così allo sbaraglio, senza avere creato un po’ di aspettative prima e un po’ di basi, avrebbe potuto rendere il viaggio meno interessante per loro, e quindi ho deciso di indirizzare le nostre letture su questo tema. Nei prossimi giorni vi scriverò i libri che abbiamo letto prima del nostro viaggio a Roma con i bambini, dato che qualcuna di voi me li ha chiesti! Merita perché sono veramente carini ed hanno incuriosito le bambine tantissimo!

Preparati psicologicamente siamo partite il primo venerdì di questo mese, dopo una notte un po’ turbolenta, dove Carolina ha pensato bene di svomitacchiare un paio di volte!

La mattina sembrava stare piuttosto bene, niente febbre, colazione tranquilla e niente vomito, abbiamo deciso così, forse spinti dalla tanta voglia di andare, di partire ugualmente.

Dopo un viaggio proseguito tranquillamente (leggi qui i nostri trucchi per viaggiare in auto con i bambini) siamo arrivati a Roma, abbiamo sistemato rapidamente le cose in albergo e ci siamo messi in moto!
Abbiamo scelto un albergo in centro, che si potesse raggiunge con la macchina perché mio marito aveva un impegno fuori Roma sabato e quindi aveva bisogno dell’auto (ti pare che se no lo convinco ad andare un weekend a Roma io?), altrimenti è molto comodo anche il treno.
La posizione centrale dell’Hotel si è rivelata per noi fantastica!

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Camminando a piedi, senza fretta, andando al passo delle bambine, con tanto di pit stop in gelateria per una e in pizzeria per un’altra (Carolina era meglio che non mangiasse il gelato, per fortuna ha preferito una pizzetta al pomodoro) abbiamo fatto una prima lunga bella passeggiata per le vie del centro. Abbiamo visitato: i Fori Romani, il Colosseo, il Vittoriano, il Campidoglio, la fontana di Trevi, Piazza di Spagna (a questo punto Carolina si è addormentata) e abbiamo finito con una bella passeggiata in via del Corso.

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Fondamentale è stato avere dietro il passeggino. Se infatti a casa ormai lo usiamo poco per piccolo spostamenti, perché Carolina cerca di stare dietro a Cecilia oppure altre volte viene presa velocemente in braccio, in viaggio è una vera e propria manna dal cielo.

Per questo dopo il trio, già per Cecilia abbiamo acquistato un passeggino leggero per questo scopo. Se siete alla ricerca di una buona offerta su www.passeggini.net trovate i saldi invernali.
Il nostro è un passeggino Maclaren, è veramente molto leggero e comodo!

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Carolina dal suo passeggino osserva tutto, può stendersi se si addormenta, si copre se piove, ha gli scomparti dove appendere borse e portare il necessario come merenda e acqua, è pratico e leggero. E quando proprio anche Cecilia è stana mi è capitato anche di tirare giù lo schienale e di fare sedere tutte e due in una volta!

Anche i marsupi infatti possono essere comodi, ma non ti permettono di portare molte cose senza appesantirti, e forse sono più comodi in altre occasioni.

Continuando a camminare si è fatta l’ora di cena, le gambe iniziavano ad essere stanche e abbiamo deciso di fermarci in uno dei tanti ristoranti del centro.
Fino a qui tutto bene, Carolina si sveglia, ordiniamo, ci portano da mangiare, e Carolina pensa bene di rimettere addosso a me. Se siete di stomaco debole smettete di leggere, Io non so come prontamente sono riuscita a prendere un bicchiere da vino e a limitare i danni, facendoglielo centrare in pieno.

Fatto sta che invece di confessare i nostri danni, presi dal panico, abbiamo pensato bene di cercare di pulire alle bene e meglio, nascondere quello che rimaneva, andare in bagno a cambiare la piccola, mangiare di fretta, e scappare via!
Ovviamente l’odore che aleggiava nel nostro tavolo non era dei migliori, non invidio quel cameriere che ha dovuto sparecchiare, che da buon romano ci ha chiamato carissimi per tutto il tempo, e da buon romano ci avrà mandato a quel paese non appena ce ne siamo alzati!

Altra cosa che ci ha salvato è stata una borsa per il cambio ben attrezzata: anche se Carolina non è più una neonata, e men che meno Cecilia, avere una borsa con un cambio delle bambine sempre dietro è una cosa molto intelligente nei viaggi, perché ci si assicura da eventuali inconvenienti come questi, ma anche da cose molto più semplici come dal rovesciarsi un bicchiere d’acqua addosso (solo le mie lo fanno?).

Arrivati in camera la notte è stata tranquilla, evidentemente l’influenza di Carolina (sapevamo che all’asilo era in giro) era stata lampo e sembrava tutto ok!

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La mattina seguente, dopo una bellissima colazione nel nostro Hotel con vista sui Fori Romani, abbiamo deciso di prendere uno di quei bus che ti fanno fare il giro di Roma.

Ve li consiglio assolutamente perché toccano tutte le fermate principali, ne passa più o meno uno ogni 15 minuti e tu puoi salire e scendere tutte le volte che vuoi.

Comprese nel prezzo ti danno anche degli auricolari, un per ognuno, con cui ascoltare la descrizione dei posti visitati.

Noi lo abbiamo preso nella fermata di fianco al Colosseo, che era la più vicina al nostro Hotel. I bus sono a due piani, e il piano superiore è aperto, ma ne trovate sia con il tetto che senza. Ovviamente sono meglio quelli con il tetto, perché non si sa mai!

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Noi siamo arrivati alla fermata proprio all’ultimo minuto, e non erano rimasti posti sopra, perciò abbiamo atteso il bus successivo, sapendo che sarebbe passata una decina di minuti.
Così è stato, e anche se il bus successivo non aveva il tetto, siamo saliti nel piano più alto, così come promesso alle bambine. Ovviamente abbiamo caricato anche il passeggino, che si può lasciare all’interno del bus.

La nostra idea era quella di scendere al Vaticano e alla Bocca della Verità (meta che le mie bambine non volevano assolutamente perdersi dato che a Cesenatico ce n’è una in miniatura che vedono tutta l’estate!).

Ma saliti sul bus Carolina si è addormentata subito quindi abbiamo deciso di fare il giro completo e poi scendere alle fermate che ci interessavano. Ovviamente dopo 10 minuti ad iniziato a piovere!
Sembrava una scena fantozziana, perché davanti e dietro a noi c’era un bellissimo sole, e sopra di noi una nuvolaccia nera!

Per fortuna la pioggerellina ha smesso quasi subito e così siamo potute rimanere al piano superiore, senza bagnarci e senza svegliare Carolina, ammirando Roma in tutta la sua bellezza!
Le nostre sfortune però non erano finite perché poco prima della fermata del Vaticano mio marito si gira dicendomi che si sente malissimo, che vuole scendere, prendere un taxi e correre in Hotel.
Passano pochi minuti e inizia a lamentarsi anche Cecilia!!

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Dato che manca poco alla fermata vicino al nostro Hotel decidiamo di proseguire e riusciamo ad arrivare in tempi brevi in camera, dove in poco tempo il virus ha il sopravvento.
Dato che due di quattro stavano male, ma Carolina doveva mangiare, abbiamo lasciato i nostri malaticci in hotel.

Dopo un romantico pranzo a due con vista sui Fori Imperiali (e sul Papa), Carolina è salita sul suo passeggino e siamo partite.

Lei si è fatta una dormita di 2 ore e mi ha regalato un’ulteriore visita alla città di Roma proprio come piace a me, camminando e ammirando tutte le bellezze della città (per paura di perdermi ho rifatto la stessa strada del primo giorno, perché temevo che mi chiamasse Chicco e che ci potesse essere il bisogno che corressi in albergo!).

Il terzo giorno avevamo in programma la visita al Bio Parco di Roma, ma ahimè siamo stati costretti a rimandare a non so quando la visita!

Cristian stava molto male (sapete come sono gli uomini con l’influenza no!?) e  sabato sera mi ha implorato di tornare a casa! Anche se a dire la verità non mi sembrava la cosa ideale metterci in viaggio in queste condizioni, siamo partiti, con la sottoscritta che guidava.

Salutato il Colosseo ho iniziato a sentire il mio stomaco che gorgogliava e brontolava, ha iniziato a venirmi la nausea, ma ho cercato di stringere di denti e non so come siamo arrivati a casa!
Ma nonostante le influenze e le varie peripezie, è stata per noi una bellissima vacanza, dove ci siamo divertite tantissimo e che no vediamo l’ora di rifare al più presto!

Nota di merito va anche all’albergo: l’hotel Forum di Roma. Non solo per la splendida posizione e la terrazza da cui fare colazione con vista su Fori Imperiali, ma anche per la gentilezza mostrata e la disponibilità, che si meritano 5 stelle! 


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venerdì 16 dicembre 2016

Filo Track: un aiuto per mamme senza testa

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Ore 07:50, bisogna essere a scuola alle 7:55 e io non trovo le chiavi di casa/il telefono/la primogenita molto spesso (no scherzo, la primogenita la trovo ascoltando la suo suoneria mattutina: ma io non voglio andare a scuola!”).

Ovviamente mi assale il panico e inizio a cercare in tutti i posti in cui potrebbero trovarsi le chiavi o il cellulare, e dove ovviamente non ci sono!

Se la scena vi è famigliare, ho una soluzione che può fare al caso vostro!

Si chiama Filo Track, ed è un piccolo dispositivo che ci aiuta a trovare i nostri oggetti!

Insomma, una cosa che sembra studiata apposta per me!

Il funzionamento è molto semplice e funziona attraverso un app, disponibile sia per Ios che Android, con la quale, attraverso il Bluetooth, si sincronizzano i due dispositivi.

A questo punto si attacca Filo all’oggetto che non si vuole più perdere: ad esempio le chiavi, la borsa, il portafogli.

Quando li si smarrisce, basta prendere il cellulare e potri ritrovarli in un batter d’occhio, perché Filo inizierà a suonare!

Consapevole di questo mio difetto, qualche anno fa una mia amica mi aveva regalato una specie di topino da attaccare alle chiavi. Se tu fischiavi il topino iniziava a suonare, e in teoria avresti dovuto trovare le chiavi. Il guaio è che il topino il fischio lo sentiva se eri molto vicino, ma se le chiavi era perse in chissà quale borsa, o tasca di chissà quale giubbotto o, ancora peggio, sparse qua e là per casa, col cavolo che ti sentiva e le trovavi!

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La tecnologia utilizzata qui è invece qualcosa di decisamente più serio, e infatti quando perdete le cose tra le vostre quattro mura, Filo non sarà sordo come il topino sopra e vi aiuterà a trovarle!
Perciò se anche voi avete amiche/mogli/mariti smemorate e disordinate come me, questa può essere una carinissima idea regalo

A me capita molto spesso di non trovare neanche il cellulare! Come fare se non hai nessuno che ti può chiamare e se Filo lo hai attaccato alle chiavi di casa?

Basta tenere premuto il pulsante di Filo e il cellulare iniziare a suonare, anche se è in modalità silenziosa! Fantastico

Ovviamente Filo non ha un suo GPS ma sfrutta quello del vostro telefono, per questo se avete subito pensato di attaccarlo a figli, mariti da controllare o altro sappiate che ha una portata di 80 metri, quindi per intenderci funziona solo tra le nostre mura di casa.

Ma se l’oggetto perso a cui hai attaccato il Filo è fuori portata, dall'app è possibile comunque visualizzare dove lo si ha lasciato l'ultima volta!

Questo amplia ancora di più il suo utilizzo, come ad esempio farsi aiutare a ritrovare dove si ha parcheggiato l’automobile! Io nei centri commerciali a volte mi dimentico di guardare il numero della corsia in cui ho parcheggiato… e poi ritrovare la macchina è davvero dura!

Filo inosltre è piccolissimo: è un quadrato di neanche 4cm ed è spesso 6mm ed è completamente MADE IN ITALY. 

La sua batteria ha una durata tra i 4 e i 10 mesi ed è ovviamente sostituibile.

Il suo Bluetooth Low Energy ha un impatto impercettibile sui consumi di batteria dello smartphone.

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Certo è che a noi sarebbe comodo anche attaccarlo al gatto, perché ogni tanto si nasconde in un armadio, in un cassetto o chissà dove, e finiamo per non trovarlo per un bel po’!!

lunedì 12 dicembre 2016

Operazione Help a Wish

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Oggi voglio parlarvi di una bellissima iniziativa di Tenderly che mi ha portato a conoscere un’organizzazione no profit che non conoscevo, molto molto particolare e speciale: Make-A-Wish.
Make-A-Wish è un’Organizzazione non profit, che realizza i desideri di bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni, colpiti da malattie che mettono a rischio la loro sopravvivenza.
“Un desiderio che si realizza, per un bambino malato gravemente, è qualcosa che dura tutta la vita. E’ un potente pensiero positivo che dà la forza di lottare, di affrontare le terapie e di ritrovare la speranza.”
Con l’operazione “Help-A-Wish”, che proseguirà per tutto il 2017, Tenderly ha deciso di sostenere Make-A-Wish® Italia adottando i desideri di alcuni dei loro bambini e donando così un sorriso a chi ne ha più bisogno.

Non semplici desideri quindi, ma vere e proprie ricariche di gioia, speranza e forza per sconfiggere la malattia.
Il primo desiderio che Tenderly si impegna a sostenere è quello di Angela, una bimba di 5 anni affetta da leucemia, che vive in Toscana.

Quando i volontari di Make-A-Wish® Italia le hanno chiesto quale fosse il suo desiderio del cuore ha risposto senza esitazione di incontrare Babbo Natale. Ma quello originale, in Lapponia!

Con Help a Wish, Tenderly ha bisogno anche di noi per fare sì che il desiderio di Angela sia ancora più più indimenticabile.
Noi infatti potremmo suggerire tanti piccoli accorgimenti e di magia per trasformare il sogno di Angela in una fantastica realtà.

Segute allora anche voi il viaggio di Angela sulla pagina Facebook di Tenderly e aiutiamola a rendere reale e il più straordinario possibile il suo desiderio!

Il viaggio di Angela è già iniziato.

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Buzzoole

Il kit dei sogni tranquilli

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Quale potrebbe essere il kit per i sogni tranquilli dei vostri bambini?
Ovviamente ogni mamma se lo è chiesto prima o poi, anzi, molto probabilmente se l’è chiesto già dai primi mesi di vita del suo cucciolo, e continuerà ancora a chiuderselo più volte, per tanti anni.
Dal bagnetto, ai massaggi fino alla lettura della buonanotte, tutto contribuisce alla realizzazione del kit per i sogni tranquilli ideale.
Il sonno, il buon sonno, è infatti importantissimo nella vita di ogni individuo, ancora di più nei nostri piccoli cuccioli in crescita.
Se pensiamo poi è 1/3 della nostra vita la passiamo a letto, è indispensabile fare sì che i nostri bambini possano trascorrere il loro tempo dedicato alla nanna nel migliore tempo possibile, in un letto pulito e sicuro!
Il letto invece ahimè si è scoperto in questi anni essere la casa per eccellenza degli acari, e per questo l’esposizione prolungata a questi allergeni è inevitabile.
Gli acari della polvere infatti si nutrono di forfora e di desquamazioni cutanee dell’uomo e degli animali, ma non sopportano la luce diretta, per questo si rifugiano soprattutto nei materassi e nei cuscini, dove per loro è più facile alimentarsi e rimanere protetti. 

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Come rendere allora sicuri i nostri letti, e i letti dei nostri bambini?
Alcuni suggeriscono l’acquisto di materassi anti-ascaro, ma purtroppo i materassi anti-acaro non esistono. Si può infatti definire anti-acaro un materiale o un tessuto solo se è lavabile a 60° C, e un materasso che entri in lavatrice ancora non è stato fatto!

Poiché diversi studi scientifici hanno dimostrato che la soluzione più efficace ed economica per contrastare l’allergia agli acari è evitare il contatto con gli allergeni, la giusta strategia è quella di coprire tutto il letto con tessuti barriera anti-acaro, che possano essere poi lavati periodicamente per potere godere continuativamente della loro efficacia al 100%.

Materasso, cuscino e piumone devono essere ricoperti completamente, sia sopra sia sotto e il “sacco” deve essere chiuso con cerniera. Solo così è possibile garantire l’impermeabilità all’acaro.  
Per questo oggi voglio parlarvi delle coperture anti-acaro di Laevia, un’azienda giovane e dinamica di cui vi avevo già parlato l’anno scorso.

Cosa centrano gli acari con la dermatite, vi chiederete voi?

Purtroppo acari e dermatite vanno a braccetto, infatti la dermatite è uno dei tanti sintomi che possono indicare un’allergia all’acaro della polvere. 

Naso chiuso, occhi arrossati, difficoltà di respiro, asma, starnuti, riniti, disturbi del sonno, prurito sono gli altri!

Se voi o i vostri bambini avete uno o più di questi sintomi, potreste essere anche voi allergici.  
Come ben sappiamo però le allergie possono comparire all’improvviso anche in soggetti che non hanno mai avuto problemi, motivo per cui può essere sicuramente molto utile giocare in anticipo e prevenire il problema dotandosi di una copertura anti-acaro anche per chi non è allergico.

Le coperture anti-acaro che presenta Laevia riguardano il coprimaterasso e il copricuscino, ed hanno un prezzo assolutamente abbordabile, li trovate sul sito in diverse combinazioni, per letti matrimoniali o singoli, oppure potrete acquistare i copricuscini singolarmente.
I tessuti possibili sono in cotone o poliestere.

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Entrambi sono efficaci in ugual maniera. Il tessuto anti-acaro in cotone è ovviamente realizzato con fibre 100% naturali e soddisfa le esigenze di chi preferisce utilizzare fibre naturali, mentre il tessuto anti-acaro in poliestere è più economico.
Io ho preferito il tessuto in cotone per le mie bambine, mentre per me e mio marito può andare bene anche quello in poliestere.
Ovviamente non ho parametri per dirvi se questi dannatissimi acari siano a meno nei nostri cuscini, dopo l’avvento dei nostri nuovi copricuscini, ma quello che posso dirvi è che i prodotti sono testati e garanti, e conosco Laevia come un’azienda seria ed affidabile, di cui non posso non condividere la filosofia (andate a leggerla nel sito anche voi).

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E’ importante ricordare che entrambe le tipologie di tessuti vanno lavati ogni 6/8 settimane, per spezzare il ciclo di vita dell’acaro. 

Potete visitare il sito di Laevia per approfonditele ancora di più questi argomenti e visionare i prodotti in vendita.

Se siete interessati a questo prodotto Laevia offre ai lettori e alle lettrici di Mammarum un codice sconto del 10% su tutti i suoi prodotti.

Vi consiglio di approfittarne, per potere fare così anche voi dei sogni tranquilli, e lasciare gli incubi agli acari!!!

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Come spedire la lettera a Babbo Natale (e ricevere risposta!!)

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Come da tradizione, anche quest’anno Poste Italiane risponderà alle letterine dirette a Babbo Natale con indirizzi di fantasia, imbucate nella cassetta postale, inviando una piccola sorpresa per i bambini. 

Gli affezionati sanno che ne abbiamo parlato già l’anno scorso, quando mi vantavo di avere conoscenze altolocate e di conosce il vero indirizzo di Babbo Natale, al quale risponde davvero!

Vi racconterei che io e Babbo Natale abbiamo fatto le Elementari insieme (e forse a guardare l’anagrafe ci potreste anche credere, anzi forse ci credereste di più se vedeste le mie occhiaie questa mattina!), ma il merito non è mio ma di questa bellissima iniziativa di Poste Italiane.

In pratica funziona così, esattamente come gli altri anni: si scrive la letterina con i bambini (qui trovate un modello carino di lettera per Babbo Natale da stampare gratis se vi interessa), la si imbusta SENZA FRANCOBOLLO indicando ovviamente i dati e l’indirizzo del mittente e l’indirizzo di Babbo Natale che più vi piace!

Noi di solito scriviamo:
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Ma va bene qualsiasi cosa: Polo Nord, Lapponia, quello che preferite!

Fate attenzione però perché eventuali lettere correttamente affrancate inviate a Babbo Natale e con indirizzo riferito ad una destinazione reale, saranno regolarmente inviate alla destinazione stessa! 

Si imbuca poi la lettera in una qualsiasi cassetta della posta ed il gioco è fatto!

Quest’anno però c’è un ulteriore sorpresa, per ricevere un dono speciale direttamente da Babbo Natale!

Anche Babbo Natale si è un po’ modernizzato per stare ai tempi di questi cuccioli digitali e così sul sito http://www.lapostadibabbonatale.posteitaliane.it/ troverete un form da compilare con i dati del bambino e poi quelli di un genitore, per ricevere un regalino tutto speciale!

Affrettatevi perché le richieste vanno fatte entro il 15 di Dicembre!!

Grazie allora a Poste Italiane per questa bellissima nuova iniziativa!

Ma mi raccomando non smettete smettete di far vivere ai vostri bambini la magia della scrittura e della lettera da spedire a Babbo Natale!

Se invece preferite il fai da te,  qui sul blog trovate la lettera di risposta di Babbo Natale già scritta da stampare.

Condividete questo post e spargete la voce, così che questa bellissima iniziativa abbia il successo che si merita e continui anche i prossimi anni!



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Noi genitori invece ricordiamoci di compilare e tenere aggiornata la checklist dei regali di Natale, per non dimenticare niente e nessuno!

Il risotto perfetto nella pentola a pressione

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Il momento del pranzo è per qualsiasi mamma (o papà, se sono loro che cucinano), una questione di incastri, dove se qualcosa va storto, è un grosso guaio.
Io per esempio ogni giorno alle 12:30 so che devo andare a prendere Carolina all’asilo, mentre Cecilia esce alle 13:00.

Per questo bisogna che a pranzo mi organizzi con qualche ricetta che possa essere preparata in anticipo e poi scaldata quando ci mettiamo tutti a tavola, senza che diventi una schifezza, oppure qualcosa di molto veloce.

Ovviamente non sono così brava da riuscire a preparare qualcosa in anticipo che si possa scaldare poi e mangiare (anche perché non è possibile farlo con tutti i piatti), ma per fortuna qualche volta a pranzo c’è anche mio marito, che mi dà una mano.
Sappiate che quando io e Chicco siamo andati a vivere insieme non sapeva cuocere neanche un piatto di pasta.

Ora sa preparare la pasta, il sugo di pomodoro, e sa stendere l’impasto della piadina e della pizza.
Qualche settimana fa pensavo fosse il momento di salire di un grado più in alto, e gli ho affidato il risotto, dopo avere portato a casa Carolina e prima di uscire per prendere Cecilia.
Invece i tempi non erano ancora maturi, perché quando siamo tornate a casa, invece di un profumato risotto allo zafferano, ci aspettava una strana poltiglia gialla!

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Certo non è possibile mangiare pasta ogni giorno a pranzo, solo perché Chicco è capace di cucinare solo quello!
In più per i risotti io preferisco utilizzare sempre il riso semi-integrale, perché il riso bianco, essendo troppo raffinato, viene privato di tutti i preziosi nutrienti del riso, ed in più ha un indice glicemico altissimo.

Allora come fare per avere un risotto a pranzo?

Ma ovvio, grazie alla pentola a pressione!

Grazie alla pentola a pressione infatti non solo è possibile cuocere nella metà del tempo, ma è possibile anche realizzare deliziosi risotti!
Calcolando che il tempo di cottura del riso semi-integrale è di 24 minuti, potrete avere un delizioso risotto pronto in 12 minuti!

E nel mio caso, l’unico compito che lascio a Chicco è quello di spegnere una volta che il timer ha fischiato, e il risotto può stare tranquillo!

Qui trovate la ricetta del risotto allo zafferano, ma il procedimento è sempre lo stesso.
Prima si aggiungono le verdure o quello che si preferisce, le si cuoce velocemente, poi si aggiunge il riso, il doppio del peso dell’acqua, e si chiude la pentola a pressione. Quando inizia a fischiare si mette il timer a 12 minuti, trascorsi i quali il risotto è pronto. 

Se vi piace basterà aggiungere una spolverata di parmigiano, e servire in tavola.

Se la pentola a pressione ancora non l’avete e volete prendere in considerazione l’acquisto, vi consiglio di fare un giro sul portale Livingo.it, dove troverete arredamento e accessori per la casa ed il giardino, e in questo caso, anche tantissimi tipi e modelli di pentole a pressione un po' da tutti i prezzi. Io ho una Lagostina alta da 7L.

Ricetta del risotto alla zafferano nella pentola a pressione

Ingredienti:
280g di riso semi-integrale
2  scalogni
1 bicchiere di vino bianco
1 bustina di zafferano in stimmi

Procedimento:
Mettete a bollire un pentolino con i 560g di acqua.
Tritate finemente gli scalogni e mettetelo in padella con qualche cucchiaio di acqua, e fatelo andare qualche minuto. Aggiungete poi il riso, fate tostare e sfumate con il vino.
Aggiungete ora l’acqua bollente e se lo avere un cucchiaino di dado fatto in casa (oppure salate a piacere, chiudete la pentola a pressione e una volta che inizierà a fischiare, abbassate la fiamma e cuocete per 12 minuti.
Servire caldo, con una spolverata di Parmigiano a piacere.

martedì 6 dicembre 2016

A Natale fai un gesto d'Amore


Mentre vi scrivo ci sono Cecilia e Carolina qui con me che dormono.

Sono molto stanche perché per visitare Roma hanno camminato tanto, saltato, corso e giocato.
Carolina poi non è ancora al 100% e infatti ieri sera ha rimesso al ristorante. Abbiamo cercato di limitare i danni e occultare tutto. Che figura, ma poi che risate!

Le bimbe hanno fatto merenda con la pizza e il gelato, e forse non era l’ideale per chi ancora aveva la pancia sottosopra. Abbiamo anche comprato due piccoli peluches per ricordare questa divertentissima e un po’ scalcagnata gita a Roma.

Ieri prima di dormire abbiamo parlato dei regali di Natale, che vorrebbero Hatchimals (anche Carolina, che forse non sa neanche ben cos’è), il CodaBruco e Pluto che cammina.
Abbiamo riso e scherzato e poi si sono addormentate.

Io ho acceso il pc, ho controllato la posta e mi sono imbattuto in un video molto carino di ActionAid.
ActionAid è un’organizzazione no profit indipendente impegnata in progetti internazionali e nazionali per la lotta contro la povertà e le ingiustizie sociali, che da anni lotta per aiutare i bambini in difficoltà in tutto il mondo.

ActionAid Italia ha raggiunto oltre 170.000 bambini, le loro famiglie e la comunità in cui vivono, aiutando complessivamente circa 5 milioni di persone in 40 paesi del Sud del mondo, in Africa, in Asia, in America Latina e in Italia.

Ci sono bambini invece che per Natale non riceveranno nessun regalo.

Bambini che per Natale non mangeranno niente di speciale, anzi che ogni giorno

L’adozione a distanza è un vero e proprio gesto d’amore, in grado di offrire un futuro migliore ai bambini del mondo in difficoltà e alle loro comunità sconfiggendo la povertà e le ingiustizie. 

Con un piccolo contribuito di 82 centesimi al giorno, meno di 25 euro al mese, i bambini avranno l’opportunità di andare a scuola, essere curati, avere diritto al cibo e potranno essere aiutati tempestivamente in caso di emergenze e calamità naturali.

Se deciderete di adottare un bambino a distanza, riceverete una foto del bambino e informazioni per conoscere la sua storia e quella del suo paese, poterete ricevere messaggi e disegni del bambino e seguirlo nella sua crescita oltre alla possibilità di scrivergli e andare a trovarlo.

Sarebbe un regalo molto carino da aggiungere nella lettera di Natale dei bambini: un fratellino o una sorellina a distanza.

Un bambino a cui scrivere e con cui dividere le attenzioni appiccicose della mamma.

Guardate il video qui sotto per credere!


Buzzoole

Ricetta quinoa e funghi porcini

RICETTA QUINOA E PORCINI

Ci sono alcune ricette che quando mi ritrovo a sistemare qui sul blog, e ne rivedo le foto, mi fanno subito venire l’acquolina in bocca, e questa è una di quelle!

Se amate i funghi sapete che i porcini sono una vera delizia, ma non potete immaginare come avvolgono bene il sapore erbaceo della quinoa con il loro gusto pieno e deciso!

Una vera bontà!

Perciò se siete amanti dei funghi, e non della quinoa, questo è il piatto che potrebbe farvi fare pace, anzi dico di più, potrebbe farvi innamorare, di questo mitico super food.

Quando non è stagione di porcini non preoccupatevi, e sostituiteli con i porcini secchi e qualche champignon o cremino!

Tra l’altro molti credono che i funghi non abbiano praticamente proprietà nutritive ma che arricchiscano solo i piatti di sapore, mentre posso dirvi che questo non è assolutamente vero e che anzi i funghi sono un’ottima fonte proteica.

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Ricetta quinoa e funghi porcini

Ingredienti:
(per quattro persone)
280g di quinoa (70g a porzione)
560g di acqua
2/3 porcini
1 bicchierino di vino bianco
sale q.b.
Olio extra vergine di oliva

Procedimento:
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Leggete qui come cuocere la quinoa.
Nel frattempo avrete lavate i porcini sotto l'acqua eliminando l'eventuale terra. Tagliateli a fette non troppo spesse, e metteteli in una pentola insieme ad un cucchiaio di olio.
Quando il tutto inizia a rosolare, sfumate con il vino bianco.
Salate e portate a cottura.
Quando i porcini saranno cotti unite la quinoa e saltateli insieme per un paio di minuti. Condite con olio extra vergine a crudo e servite.

Questa ricetta è offerta da:

http://www.territori.coop.it

lunedì 5 dicembre 2016

Tutte pazze per Sissi

giochi sissi grandi giochi

In casa nostra è scoppiata la Sissi mania, e la cosa mi ha abbastanza sorpreso perché a dire la verità non è neanche il cartone preferito delle mie bambine.

Con i giocattoli di Sissi invece le mie bambine scatenano la loro fantasia e si divertono tantissimo!

Nel cartone la storia della principessa Sissi è molto diversa da quella a cui siamo abituati noi: Sissi è una giovane ragazza, ama la sua numerosa famiglia, gli animali, è romantica e al tempo stesso avventurosa, e scopre di potere parlare con gli animali, grazie ad un braccialetto magico.

I giocatoli della principessa Sissi sono della Grandi Giochi e ne potete trovare una tantissime versioni.

Le mie bambine hanno una principessa Sissi con le scarpe e due abiti di ricambio, che devo dire sono rifiniti veramente bene, curati e resistenti, nonostante la poca dolcezza che ci mettono a volte le bimbe per vestire la principessa, che immagino sia abituata invece a ben altri modi! Poi la carrozza e lo scoiattolo Nut.

Nonostante il prezzo contenuto rispetto a oggetti simili di altre marche (ovviamente non della principessa Sissi), la qualità si è rivelata ottima, e posso dirvelo perché sia Sissi, che la carrozza che Nut sono sopravvissuti a Carolina, che da perfetta dueenne e mezzo, non ci va certo leggera con i giocattoli.

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La litigatissima carrozza poi è veramente identica a quella del cartone, riesce a portare comodamente due bambole (quindi Sissi può girare accompagnata).

La carrozza di Sissi è trainata da un bellissimo cavallo con una lunga chioma da pettinare e una bellissima livrea d’oro, e comprende anche una bambola della principessa Sissi.

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Il mio gioco preferito però di tutti quelli della linea Sissi (come se ci dovessi giocare io! Lo so che sono tremenda) è lo scoiattolo Nut.

Questo scoiattolo peluches è veramente bello e dolce. La qualità è veramente ottima, a parere mio ha una pelliccia e delle rifiniture migliori di tanti altri animali giocattolo robot che in genere costano il doppio.

Oltre ad essere molto morbido è anche molto leggero non si sente nessun fastidioso suono di meccanismi quando ci si gioca.

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Quando accenderete questo carinissimo scoiattolo, tenendo premuta la zampetta per tre secondi, inizierà a squittire.

Le batterie sono già incluse, cosa molto rara e altrettanto gradita nei giochi che ne necessitano!

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Se però premerete il cuore del braccialetto magico, questo vi permetterà magicamente di capire cosa dice lo scoiattolo, che inizierà a parlare!

Le frasi di Nut sono molto molto dolci e coccolose: chiede coccole e carezze, ama il solletico e potrete dargli da mangiare con la ghianda inclusa.

Insomma le mie bambine non lo mollano mai, e penso possa piacere tantissimo anche ai maschietti!