martedì 23 aprile 2019

Un'idea geniale per i vestiti dei bambini!



Il passaggio dall''inverno alla primavera è per noi mamme fonte di grande gioia!
Le temperature si alzano e con loro la speranza che diminuiscano influenza e acciacchi di stagione (illuse, gli sbalzi dal caldo al freddo di queste mezze stagioni a volte sono più tremendi dell'influenza.

Le giornate si allungano e ci danno l'impressione di avere più tempo.
L'impressione, ecco, appunto.
In realtà ci troviamo con più cose da fare, bambini che vedono che il sole non tramonta mai e pensano sia sempre ancora ora di giocare.

Ma nonostante questo, ogni anno, noi l'aspettiamo ardentemente, con gioia e positività il cambio di stagione.
Fino a quando non si presenta lui: il cambio dell'armadio!!

E la peggiore attività legata al cambio degli armadi dei bambini è la selezione dei vestiti.

Quelli che non vanno più bene.
Quelli che avete comprato taglia 18 anni per il vostro bambino di 2, che porta con 40 rotoli alle maniche e che andranno anche il prossimo anno.
Quelli che non vanno più ma sono da mettere via per il fratellino o la sorellina.
Quelli che sono da cestinare perché hanno macchie che neanche con il plutonio impoverito andranno via.

E poi ci sono loro, i vestiti che non vanno più bene a nessuno.

Non c'è nessuno a cui passarli, fratellino, sorellina, cugino, parente, ma loro sono lì, belli, praticamente nuovi, perché i bambini hanno questo curioso vizio di crescere!

E ti dispiace un po' che non gli vadano più!
E, messi via i vestiti non più utilizzabili, penseremo alla quantità di vestiti per la nuova stagione che ci serviranno e dovremmo acquistare.

Per questo oggi voglio parlarvi di un servizio intelligentissimo, non per niente inventato da mamme, per le mamme.

Ovvio che se siete papà e vi occupate voi del cambio dell'armadio va benissimo ugualmente, però vi prego scrivetemi perché non ci credo che esistano papà al mondo che fanno queste cose, neanche se siamo nel ventunesimo secolo, ci siamo emancipate e tutto, voglio proprio vedere se esiste!!

Ma torniamo serie e parliamo di ZeroC.

Il progetto ZeroC nasce con l’idea di far scambiare tra le mamme le stagioni di abbigliamento dei bambini da Zero a Cinque anni, in questa fascia di età infatti i bambini crescono così velocemente e ci si trova con tanti capi di abbigliamento praticamente nuovi.

Per non parlare poi dell'abbigliamento tecnico, come ad esempio le tute da sci, spesso pagate per essere messe una settimana e poi più.

La grande novità e trovata geniale secondo me di ZeroC è il fatto che bisogna perdere tanto tempo per scegliere ogni singolo pezzo, o inviare ogni singolo pezzo aspettando che venga valutato.

ZeroC ragiona a scatole.

Voi create le vostra scatola con gli indumenti, scarpe, accessori, ad esempio della vostra bambina o del vostro bambino di due anni che non vanno più.

Alla vostra scatola viene dato un credito, e con quel credito potrete ricevere un'altra scatola,, scelta tra le tante, con un pacchetto di pantaloni, magliette, felpe, ecc. già pronto e perfetto!


ZeroC assicura la qualità dei vestiti e il rapporto tra qualità e quantità. nonché sui membri della community, ma anche sulla nostra e loro privacy.

In questo modo il risparmio sulla spesa annuale dei vestiti del bambino è garantito, e allo stesso tempo abbiamo contribuito nel nostro piccolo alla salvaguardia dell'ambiente.

Io sto preparando la nostra scatola da spedire, e non vedo l'ora di potere scegliere quella con i capi che ci arriveranno, una volta spedita!

Trovate tutte le info e la possibilità di iscrivervi sul sito di ZeroC, potrete usufruire del codice sconto ZEROC50 che consente di ottenere il 50% di sconto sull'iscrizione!
Dopo l'iscrizione riceveranno 3 scatole a marchio Zeroc per fare le prime spedizioni!!

Buon cambio dell'armadio!!!


venerdì 12 aprile 2019

Pangoccioli senza burro



Nell'asilo di Carolina abbiamo organizzato una vendita interna di torte per raccogliere fondi per ampliare la biblioteca.

Così nell'ultima settimana mi sono ritrovata a sfornare torte e dolcetti con un bellissimo proposito (chi mi segue su instagram forse se ne sarà già accorto!).

Mi sono trovata un po' indecisa inizialmente sulla scelta dei dolci da preparare, perché non ero sicura che i miei dolci classici senza quello e senza quell'altro potessero incontrare i gusti di tutti (anche se sono buoni, lo sapete!!).
Però sapete anche tante famiglia e tanti bambini sono abituati a vedere belli chiari, fatti con la farina 00, e non scuretti fatti con farine integrali o zucchero di canna integrale.

Perciò ho deciso di optare su dolci molto classici, usando zuccheri e farine "note ai più".

Tra questi avevo pensato anche ai miei mitici pangoccioli vegan, bastava prepararli con la farina 00 invece di quella semi-integrale e lo zucchero bianco. Ma poi sono stata veramente assalita da mille dubbi e paure: e se poi non ne vendo neanche uno? Se poi vedere una lista degli ingredienti così scarna "spaventa" chi li deve comprare?

Così ho optato per rispolverare la ricetta dei pangoccioli con il lievito madre liquido che facevo moooolto tempo fa.

Il mio li.co.li, (il lievito madre in coltura liquida) appunto, è stato trascurato troppo e l'anno scorso ha fatto una brutta fine, così ho riadattato la ricetta al lievito di birra classico e il risultato è comunque ottimo!

Ma posso dirvi la verità??
Secondo me, pur essendo buonissimi, i pangoccioli vegan sono ancora più buoni, e la prossima volta sarò un po meno fifona e un po' più decisa, e proporrò anche qualche dolcetto più senza!


Però attenzione, anche i pangoccioli della ricetta di oggi, sono senza burro e potrete utilizzare sia latte vegetale che vaccino. Per quello che riguarda zucchero e farina, sapete come la penso!

E per chi ha meno tempo, vi ricordo anche questa ricetta qua:
Pangoccioli facili e veloci senza lievitazione (anche questi se volete senza uova, senza burro e se volete senza latticini, perché il loro trucco, per renderli morbidi senza lievitazioni, è lo yogurt, e potete scegliere se utilizzare quello vaccino o quello di soia).



Ricetta pangoccioli senza burro


Ingredienti pangoccioli senza burro
600g di farina 1
250g di latte vegetale (o vaccino)
100g di zucchero di canna
50g di olio extra vergine di oliva
1 uovo
5g di lievito di birra fresco
80g di gocce di cioccolato fondente (o anche di più, a seconda dei gusti)

3 cucchiai di latte + 1 tuorlo d’uovo per spennellare

Procedimento pangoccioli senza burro



Sciogliete il lievito nel latte. Se lo avevate in frigo scaldatelo leggermente (non troppo) perché come sapete le temperature troppo alte o troppo basse uccidono i lieviti.
In una ciotola mettete farina e zucchero e mescolate.
Aggiungete il latte con il lievito sciolto  e mescolate con un cucchiaio. 
Aggiungete poi anche l’olio e l’uovo e mescolate ancora.



Ora dovete impastare per qualche minuto i vostri pangoccioli. Io ho messo l'impasto della macchina del pane, ho impostato il programma "solo impasto" e l'ho lasciata andare.
Al termine mettete a lievitare in un luogo riparato (io l'ho lasciato nella macchina del pane) fino al raddoppio, per almeno tre ore.
Trascorso questo tempo di lievitazione,  sgonfiate l'impasto e aggiungete le gocce di cioccolata, mescolando perché si amalgamino in maniera più o meno uniforme.
Formate poi dall’impasto tanti panini da circa 70 gr l’uno, e metteteli a lievitare su una teglia rivestita di carta da forno, distanziati tra loro perché tra lievitazione e cottura diventeranno grandi più del doppio.
Lasciate i vostri panini a lievitare almeno un altro paio d'ore.
Trascorsa la seconda lievitazione spennellateli con acqua e cuocete in forno caldo ventilato a 180° per 12 minuti.

martedì 2 aprile 2019

Come fare il soffritto in maniera più salutare?



Il soffritto è la base di numerose preparazioni in cucina: sughi, primi, risotti, zuppe, secondi... 

La ricetta del soffritto prevede pochissimi ingredienti: una carota, una cipolla, una costa di sedano, sale e un giro d'olio extra vergine d'oliva. Già così il soffritto sarebbe pronto! Chi lo desidera può aggiungere erbe aromatiche per profumare e rendere più gustoso il piatto finale, come ad esempio il rosmarino, alloro, zenzero o quello che preferite!

Poi si accende la fiamma a fuoco basso, e si mescola spesso.

Il segreto di un buon soffritto, in qualsiasi caso, è la cottura a fuoco basso. 

Infatti in questo modo le verdure diventano morbide e rilasciano tutto il loro sapore. 

Ok, sappiamo preparare un soffritto perfetto, ma sappiamo anche che gli olii non andrebbero scaldati...

Cosa succede quando scaldiamo gli olii?

La prima cosa che succede quando scaldiamo un olio, è che diventa un alimento "morto".

Superati i 40° le proprietà nutritive dell'olio è come se venissero cotte, uccise, e gli acidi grassi insaturi, quelli molto importanti per la nostra salute poiché diminuiscono i valori del colesterolo cattivo e aumentano quelli del colesterolo buono, non solo più assorbili dal nostro organismo.

Ma secondo me questo sarebbe anche il minore dei mali!

Atri guai infatti sopraggiungono con la cottura dell'olio.

Se infatti nella cottura dell'olio si supera il suo punto di fumo, l'olio inizierà a decomporsi formando sostanze nocive, tra cui la acroleina, sostanza tossica per il fegato e cancerogena, e i grassi “trans”, responsabili della maggior parte delle patologie cardiovascolari”.

Come fare allora?

Aboliamo tutti i piatti che prevedono il soffritto?

O esiste un modo per preparare il soffritto in maniera più salutare?


Per fortuna esiste un modo per preparare il soffritto in maniera più salutare, anzi più di uno!


METODO 1
Soffritto con olio e acqua

Si procede come un normale soffritto, ma altre all'olio (mi raccomando alla quantità, ne basta poco) si aggiunge anche acqua, in modo che l'olio vi galleggi dentro.

In questo modo la temperatura del vostro soffritto non raggiungerà mai più di poco più di 100 °C (la temperatura di ebollizione dell'acqua con un soluto, quindi poco superiore ai 100°C).
Quindi, con questa piccola accortezza, l'olio non raggiungerà mai il suo punto di fumo e non si degraderà mai al punto da formare prodotti tossici e cancerogeni.

Ovviamente andando avanti nella preparazione, si dovrà continuare a "soffriggere" non facendo evaporare tutta l'acqua, poiché altrimenti l'olio si surriscalderebbe ugualmente, degradandosi e rilasciando le sostanze tossiche.

Procedendo con la preparazione del soffritto in questo modo, saremo sicuri di ottenere un risultato sicuro. Unica nota è che i principi nutritivi dell'olio comunque con la cottura si disperderanno.
Ma basterà aggiungere un filo d'olio per piatto al momento di servire.

METODO 2
Soffritto senza olio (solo acqua)

Anche qui si procede nella preparazione delle verdure come per il soffritto classico, ma l'olio non viene messo e si ricopre il tutto con acqua.
Si accende il fuoco e si porta l'acqua a bollore.
Poi si abbassa e si lascia bollire dolcemente

Anche senza olio, la verdura del soffritto inizia a cuocere e rilasciare gli aromi che cerchiamo per il sapore della nostra ricetta, rilasciandoli nell'acqua, se

 nell'acqua calda e bollente. Lasciate "soffriggere" fino a quando vedete che anche l'acqua diventa  un po' torbida (per la precisione opalescente). Questo significa che le verdure hanno rilasciato tutto il loro sapore e si può proseguire nella ricetta.

Anche in questo caso, si potrà aggiungere un filo d'olio extra vergine di oliva per piatto al momento di servire, per arricchire la ricetta di sapore e nutrienti.

ALCUNE COSIDERAZIONI

Senza alcun dubbio, il primo metodo lascia pressoché invariato la riuscita del piatto che state cucinando.
Il secondo metodo, ancora più sicuro e salutare, è destare e provare nelle varie ricette, in base anche ai propri gusti.


  • Utilizzate per condire e cucinare sempre olio extravergine d’oliva, che a uno dei punti di fumo più elevati fra tutti gli oli (210°) , tollerando temperature prossime ai 180°C.  Anche in caso di cotture prolungate l’olio d’oliva ha un indice di degradazione sensibilmente più basso rispetto agli altri oli vegetali.
  • Cuocete a fuoco non troppo alto


  • Mescolate spesso con un cucchiaio di legno


  • Tenete la pentola coperta con un coperchio per preservare l'umidità.

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